L’anima fragile.

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Venomous Nana

L’altro giorno, poco dopo essere uscita da lavoro, dopo aver respirato l’aria di libertà che aleggia sempre in questo magico momento, accendo il cellulare.
Con stupore guardo le 10 chiamate perse di mia madre e, preoccupata, la chiamo, ansiosa che fosse successo qualcosa.

Vengo così a scoprire che mia nonna, che causa di forza maggiore non vedevo da 2 mesi, sta poco bene. I suoi movimenti sono limitati e mia madre e mia zia fanno i doppi turni per sistemarle quel maelstrom che è diventato casa sua.

Mi accordo con la mamma e, dopo esserci equipaggiate in ogni modo possibile, partiamo alla volta della casa di mia nonna.
Non mi ero mai resa conto di quanto indifesa fosse. Mentre montavo lo sgabello, la sentivo ribattere debolmente contro mia madre che, incarnatasi in un uragano, le sistemava la cucina gettandole di tutto.
Sprofondata in quella sedia, troppo grande per lei, mia nonna…

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