42.360030
14.201063
Archivi tag: casa di riposo per anziani
il motivo delle case famiglia e delle strutture a carattere comunitario 08/04/2015 chieti
StandardOggi si assiste ad una crescente attenzione che si concentra attorno alle Case Famiglia per anziani, un’esperienza che, ancora in molti contesti, è quasi del tutto misconosciuta, sia a livello politico, sia nella ricerca empirica. In Italia sono le Case Famiglia per minori ad avere una visibilità e una storia assai più consistente, oltre che ad essere anche più diffuse e consolidate. La scarsa visibilità che ha caratterizzato finora l’operato delle Case Famiglia per anziani è probabilmente in parte riconducibile al carattere innovativo che le contraddistingue e ad una debole legittimazione istituzionale. Nell’attuale contesto sociale le famiglie sono maggiormente protese verso l’utilizzo di queste nuove forme di assistenza per evitare un aumento della solitudine e dell’esclusione sociale del proprio familiare anziano. Ciò ha portato ad una maggiore diffusione di servizi alternativi e ad un aumento di questo genere di richieste anche in Regioni (come l’Emilia Romagna, il Veneto, la Lombardia) ricche di servizi e di opportunità di sostegno. Questo perché i recenti tagli al fondo sociale e i ridotti trasferimenti finanziari agli Enti Locali hanno segnato la fine di importanti politiche assistenziali, provocando tagli per i servizi sociali e assistenziali territoriali . Sicuramente gli anziani assistiti risiedono prevalentemente nelle Case Famiglia del Nord e in misura minore in quelle del Sud (non si conoscono le cifre). Questa differenza territoriale è spiegabile in parte con la diversa struttura per età e l’eterogenea diffusione del servizio che contraddistingue le diverse aree geografiche nel nostro Paese, in parte dal differente modello culturale del ruolo della famiglia nello svolgimento del lavoro di cura degli anziani (le famiglie del nord acquisiscono più facilmente la consapevolezza della necessità di un intervento esterno) e dalla diversa rilevanza sociale assegnata agli interventi a sostegno dei processi di invecchiamento38 . Si possono identificare alcuni più frequenti motivi per i quali le famiglie e/o gli stessi anziani decidono di entrare in Casa Famiglia: 1 l’anziano, sulla base delle normative vigenti, non risulta essere destinatario di altre tipologie di servizi (casa protetta, RSA), poiché mancano le condizioni e i requisiti richiesti per l’inserimento in struttura, ad esempio per un alto livello di autosufficienza. Tali requisiti e modalità di accesso variano a seconda del comune di residenza; 2 manca l’effettivo possesso della residenza anagrafica nei comuni nei quali si è avviata la richiesta di inserimento in struttura, mentre nelle Case Famiglia vengono accolti anche anziani che hanno la residenza in altri comuni; 3 non esiste una reale incapacità economica da parte dell’anziano e dei parenti obbligati agli alimenti di provvedere agli oneri delle rette (la condizione economica non rientra nei criteri applicativi dell’ISEE); 4 rifiuto da parte dell’anziano e/o dei familiari di ricorrere a forme di assistenza privata a pagamento (badanti);5 liste di attesa lunghe per l’inserimento in altre tipologie di strutture che variano a seconda del numero di posti letto disponibili. Esiste poi un canale informale (segnalazioni di amici e conoscenti, pubblicità), che si rivela decisivo per orientarsi su questo tipo di servizio. Tali processi hanno sicuramente spianato il terreno per la nascita e lo sviluppo di un numero sempre più alto di Case Famiglia, specie in alcune città.
casa di riposo 07-04-2015 chieti
Standardchieti 07-04-2015 case di riposo denominate case famiglia o comunità alloggio per anziani..
Scegliere una soluzione di questo tipo dipende da alcuni fattori in grado di modificarne l’adozione o meno da parte delle famiglie: risorse a disposizione dell’anziano, risorse a disposizione della rete familiare, presenza del coniuge dell’anziano, cultura solidaristica della famiglia, condizioni di salute dell’anziano. La Casa Famiglia è una struttura destinata all’accoglienza di anziani autosufficienti, essa viene definita una “comunità di tipo familiare con sede nelle civili abitazioni” . Le prime Case Famiglia per anziani risalgono a circa quindici anni fa quando in alcune zone del Nord d’Italia nascono le prime sperimentazioni, sviluppandosi successivamente su tutto il territorio nazionale. Trattandosi di servizi di recente costituzione, non esiste a livello nazionale una mappatura generale sulla diffusione di queste strutture in termini di dati quantitativi. Nonostante la scarsità dei dati a disposizione, in molte realtà del nostro territorio, il lavoro privato di queste strutture sta rappresentando un’importante risposta ai bisogni di cura degli anziani. La Casa Famiglia sembra essere peraltro, la soluzione ottimale e meno traumatica psicologicamente per alleviare il distacco dell’anziano dai propri parenti, in quanto al suo interno viene ricostruito un ambiente il più possibile familiare . Considerata dalle famiglie come una misura alternativa alla istituzionalizzazione dell’anziano o come una “struttura provvisoria” in attesa di trovare una soluzione all’interno della rete istituzionale. Nella maggior parte dei casi, però la Casa Famiglia rappresenta una valida soluzione alle difficoltà dei familiari, soprattutto dei figli, nel conciliare il tempo necessario ad assistere l’anziano con il tempo di cura dedicato al proprio nucleo familiare e i tempi di lavoro.
Inserire una persona anziana in un servizio residenziale
StandardNon trascurare i discorsi dei vecchi
StandardSac. Carlo Sacchetti
Prendendo spunto dalle catechesi sugli anziani che ha fatto Papa Francesco vorrei fare con voi alcune considerazioni su questa preziosa “riserva sapienziale del nostro popolo”, come la definisce lo stesso Papa.
In una società tutta basata sull’efficienza, si tende a dare valore solo a ciò che produce. Per questo va crescendo la cultura dello “scarto” che si esercita verso tutto ciò che viene percepito come zavorra. In cima alla lista di questa cultura vi sono certamente i poveri; e gli anziani sono da considerare poveri. Sono poveri perché non hanno più le energie di una volta, non hanno la lucidità e freschezza mentale di quando erano giovani, non hanno davanti a sé la ricca prospettiva di molti anni da vivere e di solito sono ammalati. Il loro cuore si volge spesso indietro, verso il passato, è “gonfio” di ricordi, e la maggior parte delle volte parlano per…
View original post 769 altre parole
Alimentazione ed Integrazione Sportiva
StandardL’ORZO (DA MAI) – UNA BENEDIZIONE PER LO STOMACO
StandardLa violenza sugli anziani: una realtà celata
Standard“L’Italia è un Paese che invecchia”, “continua a crescere il numero di anziani” … Quante volte abbiamo udito o letto queste frasi? Quante volte però ci siamo soffermati a riflettere sull’impatto che questo fenomeno può avere sulla nostra società?
Il continuo aumentare del numero di anziani modifica drasticamente la struttura della popolazione, perché vi sono sempre più persone non autosufficienti che necessitano di cure continue; la società si trova così di fronte al grande problema dell’assistenza agli anziani e fatica a controllarlo, dato che questo ha reso veramente difficile riuscire a gestire la spesa sanitaria.
Per esigenze di contenimento di spesa, infatti, in Italia, l’assistenza agli anziani non autosufficienti resta anzitutto a carico dei familiari; vi è una carenza di servizi di assistenza formale e ciò si ripercuote pesantemente sulle famiglie degli anziani, che continuano a farsi carico delle attività di cura e di aiuto, molte volte non avendone…
View original post 728 altre parole

