Invecchiare pro-attivamente: intervista a Vittorio Antonelli

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Avatar di Dr.ssa Monica ToronePSICOLOGIA ALIMENTARE

DSCN2900Oggi desidero farvi conoscere Vittorio Antonelli, un simpatico amico conosciuto in palestra nei confronti del quale nutro una profonda stima. Lo considero un po’ un modello da imitare, un esempio emblematico di come l’età cronologica, spesso, non corrisponda allo stato di benessere psicofisico percepito.

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Quando si è vecchi?

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Esiste una parametro oggettivo per indicare quando una persona o una fascia di popolazione può essere considerata vecchia?

 Il concetto di vecchiaia è apparentemente universalmente riconosciuto ma  studiosi, epidemiologi, economisti e politici difficilmente convergono su parametri obiettivi.  L’individuazione di una soglia della vecchiaia, intesa in termini demografici e sociologici, non è di secondaria importanza al momento di pianificare strategicamente interventi di politica economica, sanitaria e sociale.  Disporre di un numero di anziani più o meno numeroso in una popolazione , infatti, condiziona le scelte economiche e sociali in termini di servizi.

In questo momento storico,  il limite riconosciuto a partire dal quale si considera raggiunta l’età anziana è rappresentato dai 65 anni ma in futuro questo limite è destinato a essere modificato e In alcuni casi, in cui vengono utilizzati degli approcci differenti da quelli tradizionali, questo limite è già stato messo in discussione. Alcuni studiosi propongono altre forme di misurazioni per la vecchiaia e l’invecchiamento, rispetto a…

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La vita sedentaria apre la porta alla disabilità

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anzianiE’ il risultato di un nuovo studio che punta il dito contro l’abitudine di stare seduti per troppo tempo. Durante la terza età, infatti, secondo questa ricerca apparsa sulle pagine del “Journal of Physical activity & health”, è fondamentale garantirsi i livelli raccomandati di attività fisica (e dunque ridurre il più possibile le ore che si trascorrono seduti) come unica precauzione per ridurre il rischio di sviluppare una disabilità. Dopo i 60 anni, ogni ora passata seduti comodamente aumenta il rischio di non riuscire più a portare a termine autonomamente compiti semplici come mangiare, vestirsi o prendersi cura della propria igiene personale, del 46%.

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Johanna Quaas, la ginnasta di 88 anni

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johanna-quaasJohanna Quaas rappresenta un esempio che sfata completamente le teorie e i preconcetti sulla terza età. Atleta tedesca di ginnastica artistica, diventata famosa per le sue performance artistiche nonostante la sua età, Johanna ha 88 anni ma alle parallele esegue volteggi che non hanno nulla da invidiare a quelli eseguiti dalle colleghe che potrebbero essere sue pronipoti.

Nata in Germania nel 1925, sin da giovanissima si dedica allo sport e alla ginnastica. Pratica atletica tutti i giorni e riesce a sviluppare una notevole resistenza. Entra a far parte della squadra femminile di pallamano che nel 1954 vince il campionato nazionale della Germania dell’Est. In seguito diventa insegnante in un liceo e allenatrice presso l’Università M.L.King.

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Depressione senile: prevenirla, riconoscerla e curarla

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assistenza-anziani-demenza-senile-275x242La depressione è una malattia psicosomatica che si manifesta con malinconia, tristezza, tendenza ad isolarsi dal resto del mondo, voglia di piangere senza un determinato motivo, perdita di interesse per qualsiasi tipo di attività quotidiana come leggere i giornali, guardare la televisione, frequentare gli amici, uscire di casa. Essa colpisce una quantità non indifferente di persone in età avanzata, circa il quindici per cento della popolazione anziana, una percentuale non indifferente che conduce a parlare di depressione senile.

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Terza età: chi ha una vista migliore dispone di maggiori capacità cognitive

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gl-320x320Quando si parla di declino cognitivo che spesso accompagna l’invecchiamento si è subito portati a pensare alle malattie neurodegenerative, come ad esempio l’Alzheimer, che indubbiamente giocano un ruolo fondamentale nella riduzione delle capacità di ragionamento. In realtà esistono anche altri fenomeni, in apparenza meno gravi, che contribuiscono al declino cognitivo durante l’invecchiamento. La diminuzione della capacità di interpretazione delle informazioni visive è uno di questi.

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Per combattere i danni cerebrali bisogna fare attività motoria

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sì alla ginnasticaUno studio condotto dall’Università di Chicago e pubblicato sulla rivista Neurology fornisce un’ulteriore conferma dell’importanza della lotta alla sedentarietà durante la delicata fase di vita nota a tutti come “terza età”.

Condotta su 187 soggetti ultraottantenni monitorati per undici giorni attraverso un braccialetto elettronico, la ricerca ha mostrato che gli anziani più attivi fisicamente non accusavano una diminuzione delle proprie capacità motorie anche quando le aree alterate erano di notevole ampiezza.

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La salute dei nonni migliora con un minuto di esercizio fisico

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Anziani-sportSecondo un gruppo di studiosi della Abertay University di Dundee (Scozia) le persone anziane potrebbero migliorare la loro forma fisica, diventare più autonome e, non da ultimo, ridurre i valori della pressione sanguigna semplicemente con un minuto di esercizio ad alta intensità due volte a settimana.

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