Investire nei Servizi per la Salute Mentale dell’infanzia e dell’adolescenza

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Riflessioni su una rassegna inglese dei costi e benefici dei Servizi per minori
(leggi la recensione su Scambi di Prospettive)

report-salute-mentaleLe variazioni nelle modalità e nei ritmi dello sviluppo umano sono state al centro dei miei interessi scientifici fin dai tempi della tesi di laurea, negli anni ’70. Le differenze nelle competenze e nelle prestazioni che presentano bambini della stessa età, in parte dovute al patrimonio ‘psicogenetico’ originario e in parte attribuibili all’interazione con l’ambiente, sono variabili che interagiscono nei processi di regolazione e di sviluppo delle funzioni psicologiche, e hanno ricadute significative nelle relazioni sociali, a partire dalle dinamiche familiari. Per questo le basi della salute mentale si costituiscono in età precoce, e si fondano sulla presenza di una sintonia nel rapporto tra il bambino e i suoi caregiver. I lavori di Winnicott hanno avvertito, ormai da molti decenni, che la condizione di salute di un individuo deriva…

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Censis: L’eccellenza sostenibile nel nuovo welfare

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Una interessante ricerca dal titolo “L’eccellenza sostenibile nel nuovo welfare. Modelli di risposta top standard ai bisogni delle persone non autosufficienti[1]”, realizzata dal Censis in collaborazione con Fondazione Generali, ha recentemente fornito una esaustiva panoramica sullo stato di salute del welfare italiano e alcune preoccupanti proiezioni future. Tra i principali risultati emersi dall’indagine emerge che:

“il 65% dei giovani occupati dipendenti 25-34enni di oggi avrà una pensione sotto i mille euro, pur con avanzamenti di carriera medi assimilabili a quelli delle generazioni che li hanno preceduti, considerando l’abbassamento dei tassi di sostituzione. E la previsione riguarda i più «fortunati», cioè i 3,4 milioni di giovani oggi ben inseriti nel mercato del lavoro, con contratti standard. Poi ci sono 890.000 giovani 25-34enni autonomi o con contratti di collaborazione e quasi 2,3 milioni di Neet, che non studiano né lavorano. Se continua così, i giovani precari di oggi diventeranno gli anziani…

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+53% badanti in 10 anni, ne servono altre

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Oltre il 50% irregolari. A Torino Congresso nazionale Api Colf

d744a08471da8c3d8dff1d770fd6bdaf(ANSA) – TORINO, 15 MAG – Nelle case italiane lavorano 1 milione e 655mila badanti, il 53% in più rispetto a dieci anni fa. Nel 2030 ne serviranno altre 500 mila. Oltre il 50% è irregolare. I dati sono dell’Api Colf che tiene a Torino il XX congresso nazionale. Solo il 14% dei collaboratori – spiega Api Colf – ha seguito un percorso formativo specifico sebbene il 60% si occupi di assistenza specialistica. Il 40% delle famiglie ha difficoltà nel reclutamento e nella gestione del rapporto di lavoro.

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“Lavoro di più, mi pagano meno”. Badanti in tempo di crisi

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Tuttofare da 800 euro al mese, tra irregolarità dilagante e la salute che se ne va. “Viaggio nel lavoro di cura”

Roma – 20 giugno 2014 – L’Italia invecchia, indipendentemente dalla crisi economica. E mentre lo Stato latita, le famiglie hanno comunque bisogno di assistenza per i loro anziani non autosufficienti. L’ultimo anello di questa catena diventano le badanti, che devono accettare la formula “più lavoro, per lo stesso stipendio”.

Il mestiere dalla badante in tempo di crisi è al centro della ricerca “Viaggio nel lavoro di cura” realizzata da Ires per le Acli Colf. “Negli ultimi anni –sintetizza il patronato – le famiglie chiedono alle badanti di lavorare di più, senza per questo aumentare lo stipendio. Le lavoratrici sembrano dunque avere una chiara percezione di quello che sta accadendo: la crisi economica ha impattato sugli standard minimi di lavoro, in alcuni casi, provocando un peggioramento”.

Vai a Colfebadantionline.it, il…

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Dare importanza agli Operatori Socio Sanitari

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Avatar di stefaniastefanipdCambiamo aria

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Se pensiamo al sistema sanitario come un esercito per la vita, i medici sono gli ufficiali, gli infermieri professionali sono i sottufficiali, ma assieme a loro ci sono le truppe scelte della sanità e dell’assistenza, gli OSS, gli Operatori Socio Sanitari.
 
Forse non ne avrete sentito parlare, ma sono gli OSS che assistono chi è in ospedale per una malattia, le donne che hanno appena partorito, i nostri anziani in casa di riposo.
 
Medici e infermieri professionali sono fondamentali per la cura dei pazienti, ma per il loro benessere, che non è meno importante, è essenziale anche l’opera degli OSS.
 
E questo è ancora più vero per le case di riposo o RSA, come si chiamano adesso: chi ha magari lavorato e cresciuto una famiglia per tutta una vita e per età o malattia non è più autosufficiente ha diritto ad avere un’assistenza professionale e dignitosa…

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l’evoluzione dell’ospizio……villa cassiopea un impresa da promuovere a livello culturale

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Le significative trasformazioni demografiche e i cambiamenti delle politiche socio assistenziali nel rispondere alla nuova domanda di cura della popolazione anziana, comportano inevitabilmente degli effetti sulla sfera economico sociale e sulle scelte di natura istituzionale. La riflessione sul tema delle Case Famiglia per anziani (villa cassiopea)  è scaturita proprio dall’analisi dei più significativi fattori politici, finanziari ed organizzativi che hanno accompagnato il processo di espansione del tradizionale sistema di cura e lo sviluppo di servizi alternativi. Il forte periodo di crisi delle politiche assistenziali infatti, non ha avuto come esito la riduzione dei servizi esistenti, bensì la promozione di un sistema di offerta privato in grado di rispondere ai bisogni emergenti senza gravare sulle spese delle amministrazioni pubbliche e dando vita a servizi sempre più diversificati e personalizzati. Di fatto, se la popolazione cresce, crescono anche i bisogni e i modelli di welfare devono necessariamente evolversi, non solo attraverso strategie di intervento che potenzino i servizi esistenti, ma anche favorendo nuove forme di assistenza e, le Case Famiglia ne sono un esempio concreto. Per conoscere a fondo la realtà storica e sociale entro la quale si collocano le Case Famiglia, si è posta l’attenzione sui comportamenti che hanno caratterizzato la scelta di molte famiglie di affidare il proprio parente anziano ad una struttura residenziale di questo tipo. Sicuramente la gran parte delle richieste si orienta, ancora oggi, verso soluzioni residenziali classiche (casa protetta, RSA, ecc.) soprattutto se si tratta di anziani non autosufficienti, ma con il nascere delle Case Famiglia, le scelte vengono dirottate su soluzioni nuove, capaci di fornire un sostegno concreto e rivolte ad anziani con un’età elevata, ma che conservano un sufficiente livello di autonomia. In quest’ottica si è visto come, soprattutto in alcune città, si sia posta l’ attenzione sulla necessità di sostenere l’avvio di queste azioni sperimentali e di attivare iniziative volte ad una maggiore conoscenza del funzionamento di una Casa Famiglia nonché alla sensibilizzazione dell’anziano verso le opportunità presenti sul territorio.

lo Scopo di “villa Cassiopea”  e delle sue  Linee Guida è tutelare gli anziani e le famiglie che intendono avvalersi di tali servizi, valorizzare e promuovere la diversificazione dell’offerta assistenziale e fornire ai soggetti interessati un utile strumento per il corretto esercizio dell’attività di controllo. Una disciplina che per alcuni aspetti colma il vuoto legislativo presente a livello nazionale e “rimedia” alla carenza di informazioni in materia.

il principale obbiettivo è quello di promuovere culturalmente questa tipologia di case di riposo quali “case famiglia,comunità alloggio,gruppi appartamento,” per  sostenere i diritti e il benessere psicofisico delle persone anziane che molto spesso rifiutano l’ospizio .

Verso nuove forme di abitare condiviso per un invecchiamento attivo in casa

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Sabato 11 e Domenica 12 Ottobre, a Milano, si è svolta ExperimetDays, la Fiera internazionale dell’Abitare Collaborativo. L’edizione italiana, organizzata da HousingLab, ha visto la partecipazione di diversi espositori provenienti da tutta Italia ed ha richiamato numerosi visitatori, a testimonianza di una crescente necessità, anche nella penisola, di socialità e stili di vita abitativi più sostenibili. Durante le giornate di Experimentdays i professionisti del gruppo Abitaresociale hanno organizzato la tavola rotonda “Verso nuove forme di abitare condiviso per un invecchiamento attivo in casa”. Il tema è stato affrontato attraverso la metodologia di “progettazione aperta partecipata” definita “degli scenari”, che ha consentito di mettere a confronto pubblico ed esperti nazionali ed europei sul tema dell’abitare condiviso per persone anziane. Hanno partecipato in qualità di esperti: Francesca Bodano (SiTi – Programma Housing Compagnia di San Paolo), Chiara Casotti (associazioni Casematte e CoAbitare), Giordana Ferri (Fondazione Housing Sociale), Ellen Kirsten (Cohousing …

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