L’analisi dei bisogni sociali emergenti non può prescindere dal porre l’attenzione sulle trasformazioni della struttura familiare in un sistema di welfare storicamente caratterizzato da una forte centralità assegnata alle reti di solidarietà familiare (il cosiddetto familismo italiano). La famiglia, quale rete di protezione primaria dei singoli cittadini, da sempre considerata il principale ammortizzatore sociale, svolgeva un ruolo centrale nella cura e assistenza di un familiare parzialmente o totalmente non autosufficiente. Oggi, la sua funzione è mutata, a causa di numerosi e profondi cambiamenti che hanno trasformato la sua composizione e il suo ruolo, ponendo forti perplessità circa la possibilità che all’interno di essa possa essere soddisfatta la crescente domanda di servizi di cura. Il prolungamento della vita rende più frequente la presenza di una famiglia composta da diverse generazioni ma questo non significa un aumento degli anziani che vivono con i figli, anzi si conferma una realtà dove il minor numero di figli e l’aumentata propensione alla mobilità territoriale riducono la capacità di cura della rete sociale dell’anziano.
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ASSISTENZA AGLI ANZIANI: NUOVI BISOGNI E NUOVE RISPOSTE. VERSO UN MODELLO DI WELFARE MIX
Standardchieti,07-06-2015
Dopo decenni di successo le politiche sociali si sono trovate, negli ultimi anni, ad affrontare una serie di problemi di ordine sia economico che politico, con i quali i modelli esistenti devono fare i conti. L’analisi di questi problemi risulta molto complessa, poiché molteplici ed eterogenei sono i fattori che incidono sulla struttura delle politiche sociali: riguardano trasformazioni delle basi sociali, delle basi economiche e di quelle politiche. Nonostante la natura complessa e dinamica di questi problemi, possiamo identificare la modificazione della struttura sociodemografica della popolazione come il fenomeno che più ha prodotto dei sostanziali cambiamenti nel sistema di welfare. “Negli anni d’oro del welfare state, la popolazione dei paesi occidentali era in media relativamente giovane e fertile, di conseguenza veniva garantito un equilibrio tra le generazioni e una capacità degli individui e delle famiglie di rispondere in modo relativamente o completamente autonomo ad una serie di problemi, come la cura dei malati e l’accudimento dei minori
Oggi, l’aumento della popolazione anziana, la diminuzione dei tassi di natalità e l’allungamento della speranza di vita incidono enormemente sulla struttura sociodemografica, producendo un disequilibrio nei rapporti intergenerazionali e un innalzamento del tasso di dipendenza, cioè del rapporto tra popolazione bisognosa di assistenza e popolazione totale . Questi stessi fattori nel corso degli anni hanno generato due effetti di ordine economico e sociale:
un aumento della spesa sociale (dovuto ad una crescita delle uscite per pensioni, sanità e assistenza);
un indebolimento delle funzioni di cura e di assistenza delle famiglie che, nel momento in cui riducono il numero dei componenti, diventano più instabili.
Vecchi in un Paese per giovani
Standard“Siamo andati avanti così rapidamente in tutti questi anni che ora dobbiamo sostare per consentire alle nostre anime di raggiungerci.”
Michael Ende
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Il comportamento da tenere con una persona anziana che non prega o che disobbedisce
Standard
Domanda posta a Shaikh Abdur-Razzaq Al-Badr:
“Come ci dobbiamo comportare con la persona anziana che non prega o che esegue atti di disobbedienza?
La risposta:
Sappiamo da ciò che ci ha preceduto (durante la lezione) che la persona anziana ha dei diritti dovuti alla sua vecchiaia; i diritti dell’anziano, anche se non è musulmano, allora che dire di colui che abbandona la preghiera completamente?
Questa (persona) è un miscredente in base a quanto detto dal Messaggero (‘alayhi salatu wa salam): “l’alleanza tra noi e loro è la preghiera, quindi chiunque la abbandoni non ha creduto.” E gli ahadith riguardanti questa vicenda sono molti.
* [Nota: Gli studiosi differiscono riguardo alla vicenda di chi abbandona la Salah (preghiera) per pigrizia, se debba essere considerato un miscredente oppure no; quindi fate riferimento ai diversi ragionamenti degli Studiosi sul tema: Shaikh Al-‘Uthaymin, Shaikh Bin Baz, Shaikh Al-Albani (rahimahumullah)]
Tuttavia, indipendentemente da questa (ovvero l’abbandono di questo anziano…
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Il progresso è custodire la vita
StandardIl grado di progresso di una civiltà si misura dalla capacità di custodire la vita, quella del concepito, come quella dell’anziano, quella dell’immigrato come quella dell’affamato o del lavoratore: è quanto ha detto Papa Francesco ai partecipanti all’incontro promosso da “Scienza e Vita”, in occasione del decennale dell’associazione.
In una società “segnata dalla logica negativa dello scarto” – afferma il Papa – “l’amore di Cristo ci spinge a farci servitori dei piccoli e degli anziani, di ogni uomo e ogni donna, per i quali va riconosciuto e tutelato il diritto primordiale alla vita”:
“E’ la vita nella sua insondabile profondità che origina e accompagna tutto il cammino scientifico; è il miracolo della vita che sempre mette in crisi qualche forma di presunzione scientifica, restituendo il primato alla meraviglia e alla bellezza. Così Cristo, che è la luce dell’uomo e del mondo, illumina la strada perché la scienza sia sempre un…
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Gli effetti del benessere psicologico sulla salute degli anziani
StandardPorre l’attenzione al #benesserepsicologico dell’ #anziano sembra quanto mai necessario considerando gli effetti positivi che lo stesso esercita sulla salute. Il benessere psicologico, infatti, sembra avere un importante ruolo protettivo in molti disturbi anche durante la #terzaetà.
Cosa sono le comunità alloggio per anziani?
StandardQueste strutture si distinguono dalla tradizionale definizione di casa di riposo o case di cura per alcuni fondamentali dettagli.
Più precisamente le comunità alloggio per anziani, sono strutture che accolgono un numero limitato di ospiti ed avvolgendoli in un clima familiare ed affettuoso li inseriscono in un contesto ambientale sereno e tranquillo.
Grazie alla preziosa collaborazione con operatori socio sanitari competenti e personale qualificato, in questi luoghi ci si prende cura del benessere fisico dell’ospite, senza tralasciare il benessere psichico.
Lo si avvolge in un caloroso abbraccio e se ne preserva la vita sociale mediante l’organizzazione di eventi culturali e ricreativi studiati ad hoc.
strutture a carattere comunitario,casa famiglia e comunità alloggio
StandardOggi si assiste ad una crescente attenzione che si concentra attorno alle Case Famiglia per anziani, un’esperienza che, ancora in molti contesti, è quasi del tutto misconosciuta, sia a livello politico, sia nella ricerca empirica. In Italia sono le Case Famiglia per minori ad avere una visibilità e una storia assai più consistente, oltre che ad essere anche più diffuse e consolidate. La scarsa visibilità che ha caratterizzato finora l’operato delle Case Famiglia per anziani è probabilmente in parte riconducibile al carattere innovativo che le contraddistingue e ad una debole legittimazione istituzionale. Nell’attuale contesto sociale le famiglie sono maggiormente protese verso l’utilizzo di queste nuove forme di assistenza per evitare un aumento della solitudine e dell’esclusione sociale del proprio familiare anziano. Ciò ha portato ad una maggiore diffusione di servizi alternativi e ad un aumento di questo genere di richieste anche in Regioni (come l’Emilia Romagna, il Veneto, la Lombardia) ricche di servizi e di opportunità di sostegno. Questo perché i recenti tagli al fondo sociale e i ridotti trasferimenti finanziari agli Enti Locali hanno segnato la fine di importanti politiche assistenziali, provocando tagli per i servizi sociali e assistenziali territoriali . Sicuramente gli anziani assistiti risiedono prevalentemente nelle Case Famiglia del Nord e in misura minore in quelle del Sud (non si conoscono le cifre). Questa differenza territoriale è spiegabile in parte con la diversa struttura per età e l’eterogenea diffusione del servizio che contraddistingue le diverse aree geografiche nel nostro Paese, in parte dal differente modello culturale del ruolo della famiglia nello svolgimento del lavoro di cura degli anziani (le famiglie del nord acquisiscono più facilmente la consapevolezza della necessità di un intervento esterno) e dalla diversa rilevanza sociale assegnata agli interventi a sostegno dei processi di invecchiamento. Si possono identificare alcuni più frequenti motivi per i quali le famiglie e/o gli stessi anziani decidono di entrare in Casa Famiglia: 1 l’anziano, sulla base delle normative vigenti, non risulta essere destinatario di altre tipologie di servizi (casa protetta, RSA), poiché mancano le condizioni e i requisiti richiesti per l’inserimento in struttura, ad esempio per un alto livello di autosufficienza. Tali requisiti e modalità di accesso variano a seconda del comune di residenza; 2 manca l’effettivo possesso della residenza anagrafica nei comuni nei quali si è avviata la richiesta di inserimento in struttura, mentre nelle Case Famiglia vengono accolti anche anziani che hanno la residenza in altri comuni; 3 non esiste una reale incapacità economica da parte dell’anziano e dei parenti obbligati agli alimenti di provvedere agli oneri delle rette (la condizione economica non rientra nei criteri applicativi dell’ISEE); 4 rifiuto da parte dell’anziano e/o dei familiari di ricorrere a forme di assistenza privata a pagamento (badanti);5 liste di attesa lunghe per l’inserimento in altre tipologie di strutture che variano a seconda del numero di posti letto disponibili. Esiste poi un canale informale (segnalazioni di amici e conoscenti, pubblicità), che si rivela decisivo per orientarsi su questo tipo di servizio. Tali processi hanno sicuramente spianato il terreno per la nascita e lo sviluppo di un numero sempre più alto di Case Famiglia, specie in alcune città.
