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Archivi categoria: politiche sociali
La violenza sugli anziani: una realtà celata
Standard“L’Italia è un Paese che invecchia”, “continua a crescere il numero di anziani” … Quante volte abbiamo udito o letto queste frasi? Quante volte però ci siamo soffermati a riflettere sull’impatto che questo fenomeno può avere sulla nostra società?
Il continuo aumentare del numero di anziani modifica drasticamente la struttura della popolazione, perché vi sono sempre più persone non autosufficienti che necessitano di cure continue; la società si trova così di fronte al grande problema dell’assistenza agli anziani e fatica a controllarlo, dato che questo ha reso veramente difficile riuscire a gestire la spesa sanitaria.
Per esigenze di contenimento di spesa, infatti, in Italia, l’assistenza agli anziani non autosufficienti resta anzitutto a carico dei familiari; vi è una carenza di servizi di assistenza formale e ciò si ripercuote pesantemente sulle famiglie degli anziani, che continuano a farsi carico delle attività di cura e di aiuto, molte volte non avendone…
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chieti 18/03/2015 comunità alloggio per anziani..di cosa parliamo?
StandardLa Comunità Alloggio è una struttura residenziale destinata ad accogliere, temporaneamente o a tempo prolungato, anziani autosufficienti o non autosufficienti di grado lieve, che per problemi socio-assistenziali non sono in grado di vivere nella propria casa.
La Comunità Alloggio ospita un piccolo gruppo di anziani a cui garantisce assistenza nelle attività quotidiane e offre occasioni di vita comunitaria e attività di socializzazione e di ricreazione.
L’Assistenza Medica è garantita dal proprio Medico di Medicina Generale.
L’accoglienza presso la Comunità Alloggio avviene in conformità a quanto previsto dall’apposito riferimento normativo Legge 8 novembre 2000, n. 328 Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali.
scegliere una casa famiglia o comunità alloggio per anziani ad un massimo di 12 posti e non un RSA
StandardOggi viviamo a lungo, e spesso godiamo di un certo numero di buoni anni, più liberi dagli impegni e ancora in buona salute. Purtroppo c’è un rovescio della medaglia: molto più frequentemente che in passato, siamo colpiti da malattie degenerative, in particolare da demenze, che trasformano il vivere, o se vogliamo il lento morire, in un calvario, per noi e per gli altri. La demenza costituisce una delle emergenze sanitarie che i paesi con più alto tenore di vita si trovano ad affrontare, ed è molto probabile che in futuro questo fenomeno assumerà dimensioni ancor più drammatiche a causa del progressivo invecchiamento della popolazione e dell’aumento ulteriore dell’aspettativa di vita dei cittadini. Fra pochi anni, addirittura, la principale causa di morte sarà la demenza. L’incremento mondiale di ultrasessantenni previsto tra il 1990 e il 2030 è del 180%, con un aumento in valore assoluto da 488 milioni a 1,3 miliardi, e riguarda, sebbene in minor misura, anche i paesi in via di sviluppo.
La demenza è, in generale, una malattia lunga e invalidante. Per via di questo decorso, si stenta a considerarla una malattia terminale: tuttavia è noto che, per gradi, il paziente passa dall’autosufficienza alla completa assenza di competenza cognitiva, e poi al deperimento fisico e alla morte. Assistere un malato di demenza è impresa ardua e frustrante, perché spesso il paziente non riconosce i familiari e ha manifestazioni di aggressività. La maggior parte di questi vecchi muore nelle residenze sanitarie assistenziali (RSA), pensate per gli anziani disabili, dove è ancora raro il personale competente in cure di fine vita, e dove spesso il dolore (anche fisico) è sottovalutato e trascurato (non dimentichiamo la legge n. 38 del 2010, che stabilisce che l’accesso alle cure palliative sia un diritto per tutti). A volte, per poter far accedere un vecchio a un programma palliativo, si va cercando nel suo corpo un tumore che gli dia la possibilità di rientrare nella categoria dei malati oncologici e di avere un posto in hospice.
Credo che non possiamo lasciar andare le cose in questo modo, senza fare pressioni, anche politiche, per migliorare questa inquietante realtà, e senza trovare alternative, per la morte degli anziani, meno deprimenti della reclusione in RSA. Qualcuno di voi ha fatto esperienze che può condividere? E anche chi non ne ha fatte, cosa ne pensa?
casa di riposo e servizi
Standardcasa di riposo “villa cassiopea” RESIDENZA ASSISTENZIALE per anziani
francavilla al mare piattelli
Tra i SERVIZI che la casa di riposo offre agli ospiti sono:
– Assistenza continuativa nell’arco delle 24 ore;
– Igiene e cura della persona;
– Vitto;
– Alloggio;
– Controllo dell’avvenuta somministrazione dei farmaci;
– Servizio lavanderia;
– Assistenza ed intrattenimento durante l’arco della giornata;
– Servizio mensa;
– Barbiere;
– Parrucchiera;
– Podologo;
– Manicure.
Descrizione della giornata tipo degli ospiti
Tra le 7.00 e le 8.30 si prevede l’alzata e l’igene degli ospiti e successivamente la colazione. Nel frattempo verranno riordinate le camere degli ospiti.
Dalle 12.00 alle 13.00 verrà distribuito il pranzo nella sala da pranzo.
Dalle 13.30 alle 15.00 è prevista la possibilità del riposo pomeridiano.
Dalle 15.30 alle 16.00 verrà effettuato, per chi lo desidera, la merenda
Dalle 16.00 alle 18.30 si proseguirà nelle varie attività ricreative e animazione (lettura, TV, gioco delle carte) anche uscite all’esterno della struttura,e ampie letture di quotidiani e riviste nazionali
Dalle 18.30 alle 20.00 avverrà la distribuzione della cena, con le stesse modalità del pranzo.
Dalle 20.30 alle 22.00 gli ospiti sono liberi di occupare gli spazi comuni per le varie attività ricreative (visione film, gioco delle carte, ed altre attività), oppure se lo desiderano possono ritirarsi nelle loro camere.
