Questo non è un posto dove aspettare la fine

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ilpostodellebretelle

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Questo non è un posto dove aspettare la fine,  la fine di un pasto, di un programma in tv,  di una passeggiata, di una visita, o della propria vita.
Queste mani così disidratate e straripanti di vene, hanno imparato dove appoggiarsi. Questi visi arsi e rugosi hanno dimenticato l’invidia verso qualcosa che non c’è più. Questi occhi non hanno perso colore e acquistato amore.
E queste gambe che non sanno più come stare dritte trovano il modo di funzionare.
Nessuno qui resta fermo ad aspettare. E io, che ho accarezzato quelle mani,  osservato quei visi,  guardato in quegli occhi e aiutato quelle gambe così stanche,  trovo che queste vite non sono tenute in piedi dal ricordo ma dalla volontà di esserci e provare ancora piacere.
E noi, che ora scaliamo montagne e saltiamo pozzanghere,  abbiamo il compito di non dimenticare mai che vivere senza mollare la presa significa riconoscere il…

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Figli – Genitori, i ruoli che si capovolgono negli anni.

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In vita comunico ergo parlo.

Il viaggio in treno concilia con la mia voglia di scrivere su queste pagine ma, ancor più spesso, con i momenti di riflessione riguardanti la mia vita, gli affetti e le prospettive future. Spesso ho ringraziato coloro che mi hanno donato la vita e, soprattutto, mi hanno consentito di poter mettere della brace buona sul mio futuro: mia mamma e mio papà, genitori nell’accezione moderna e che li vede essere come dei partner dei propri figli.

I genitori devono provare ad essere dei rigidi partner dei propri figli, com delle aspettative non altissime ma giuste e soprattutto dei supervisori sulla retta via da intraprendere. Questo sono stai e sono ancora loro per me. Non li ho mai visti, fortunatamente, tifare troppo per me, quando capitava lo facevano silenziosamente e senza farsi notare dal sottoscritto, e anche dinanzi a insuccessi e difficoltà ho ricevuto stimoli e non protezione. I genitori tifosi…

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La cura delle persone anziane fragili

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Girolamo Sirchia

Una nuova sfida per l’organizzazione sanitaria e la medicina di iniziativa

La cura dei pazienti anziani e fragili (cioè quelli molto compromessi, con storia di cadute, mobilità e autonomia limitate, disturbi cognitivi) è molto diversa da quella riservata a persone robuste. Per i fragili è necessario effettuare innanzi tutto una valutazione multidimensionale, che include cioè le condizioni di salute fisica, mentale e psicologica, la capacità di attendere alle normali occupazioni della vita quotidiana, i determinanti sociali e ambientali di salute e benessere. Tale valutazione multidisciplinare sfocia in un piano di cura e assistenza che va poi gestito da un case manager, cioè una figura sanitaria di riferimento e coordinamento del paziente, che operi in modo proattivo (medicina di iniziativa) cioè si incarichi di verificare sistematicamente le condizioni del paziente, lo guidi nei percorsi di diagnosi e cura, sotto la direzione del medico curante (o meglio del geriatra…

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La salute degli anziani ricoverati

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Girolamo Sirchia

Nel Regno Unito vi sono circa 20.000 strutture residenziali per anziani (in parte RSA e in parte Residenze), che ospitano 430.000 persone circa. L’attesa di vita di queste ultime all’ingresso in RSA è di 15 mesi e il 25% muore entro un anno. Quando queste persone stanno male vengono portate al Pronto Soccorso Ospedaliero e qui 1/3 di esse muore.

Questo tipo di assistenza sanitaria non è ideale. Meglio sarebbe che il personale di assistenza nelle RSA (oggi poco preparato, poco motivato e poco considerato e pagato) venisse potenziato in qualità e numero e che vi fosse una regolare frequentazione del medico di famiglia nella struttura, con un piano terapeutico e un collegamento ben funzionante con una Casa della Salute. In questo ambito la medicina territoriale deve fare ancora molti passi avanti.

David Oliver. BMJ 2016;352:i458.

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Le cure palliative nella BPCO

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HarDoctor News, il Blog di Carlo Cottone

Le cure palliative nella BPCO

Le broncopneumopatie croniche ostruttive (BPCO) rappresentano una causa importante di morbilità nei Paesi occidentali, soprattutto nella popolazione anziana, con mortalità compresa tra il 36 e il 50 % a due anni dal primo ricovero nelle forme più severe1. Nonostante la malattia sia responsabile di più di 25000 decessi / anno, con un significativo impatto sulla qualità della vita dei malati, i pazienti con BPCO non ricevono adeguate cure palliative nelle fasi ultime della loro vita.

La BPCO è spesso associata a quadri di disagio sociale, condizioni economiche disagiate, sindromi depressive, che aggravano il quadro clinico ed impongono interventi di ordine psicosociale2. La presenza di tosse produttiva, anoressia, cachessia, malnutrizione, ipossia, dispnea è indicativa di evoluzione sfavorevole, così come la compresenza di sintomi non respiratori, quali astenia, dolore, ansia, depressione e disturbi del sonno3.

Questi i sintomi presenti nel paziente con BPCO nelle diverse fasi…

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Gli anziani fragili in ospedale: è ora di pensare a nuove soluzioni

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Girolamo Sirchia

Il ricovero ospedaliero di per sé è un fattore di aggravamento delle condizioni di salute delle persone anziane fragili e delle loro disabilità. E’ quindi necessario che queste persone, quando necessitano di ricovero ospedaliero (avendo escluso ogni altra alternativa di cura), vengano prese in carico da geriatri e da personale addestrato alle cure olistiche e si prendano in considerazione cure palliative. I POT (Presidi Ospedalieri del Territorio o Ospedali di prossimità) sono verosimilmente gli Ospedali più adatti ad accogliere questi pazienti.

(Boyd KJ, Murray SA. Worsening disability in older people: a trigger for palliative care. BMJ 2015;350:h2439)

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