Nuovi modelli di Senior Cohousing: Jubilares

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ABITARESOCIALE

Abitaresociale è alla continua ricerca di modelli abitativi innovativi destinati alle persone anziane che desiderano invecchiare attivamente in casa propria. In questa intervista Javier Del Monte Diego dell’associazioneJubilares, ci spiega uno dei modelli più interessanti di Senior Cohousing che si stanno velocemente diffondendo in Spagna.

  1. Cos’è un Jubilares?

Chiamiamo “JUBILAR” (parola inventata a partire dal latino “jubilare”: gridare di allegria; e “lar”: casa) ad una comunità che si autopromuove e autogestisce, di persone anziane che vivono in un contesto disegnato da loro stessi. Si basa su un modello esistente da molti anni in molti paesi del mondo comunemente noto come “senior cohousing”. Si tratta innanzitutto di una comunità di persone che principalmente desiderano essere dei “buoni vicini”, e che si organizzano come una cooperativa di 15/30 alloggi di uso privato e di zone comuni che considerano come estensione della propria casa.

LogoJubilaresLa…

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L’attività sessuale nella terza età mantiene giovani e migliora la memoria

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News dalla Cooperativa Maria Regina

anziani-sessualitàUna recente ricerca mostra che fare attività sessuale durante la terza età aiuta a mantenere giovane non solo il cuore, ma anche il cervello. Lo studio, di paternità olandese, ha evidenziato che le persone anziane più attive sessualmente presentano un miglior funzionamento delle capacità cerebrali in generali e dispongono di una memoria migliore.

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Nonna tedesca di 65 anni, già mamma di 13 figli, è incinta di quattro gemelli

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News dalla Cooperativa Maria Regina

anziana incintaAnnegret Raunigk, berlinese  di 65 anni, madre di tredici figli e nonna di sette nipoti, si prepara a battere ogni record immaginabile. La notizia, risalente a qualche giorno fa, ha stupito tutti, familiari dell’anziana signora, e non solo: Annegret è incinta di quattro gemelli.

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La depressione nell’anziano

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Dott.ssa Ingrid Hugnet

anziana-sedutamueckLa depressione è diversa negli anziani ?

I sintomi di depressione più frequenti negli anziani sono la perdita di energia, una diminuzione dell’interesse per le attività del tempo libero, un aumento dei dolori fisici e delle perdite di memoria.

Chi è colpito?

Anche se la depressione non è sempre associata all’invecchiamento, un numero importante di persone anziane soffrono di depressione. Dai 15 ai 20% degli anziani presentano i sintomi di una depressione.

Quali sono i problemi associati alla depressione?

La depressione è un aggravante dei disturbi somatici dell’anziano, diventa per esempio più complesso riprendersi dopo una frattura del femore o un ictus. L’anziano è meno attivo e autonomo se è depresso e questo può favorire un decadimento fisico anticipato.

La depressione aumenta da due a tre volte il rischio di decesso nell’anziano ed è la maggiore causa dei suicidi in questa fascia di età.

Perché la depressione dell’anziano viene spesso…

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Terza età: alcuni consigli per guidare in sicurezza

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News dalla Cooperativa Maria Regina

anziani autoSuperati i 70 anni le capacità di reazione, vista e udito possono diminuire inesorabilmente e diventa fondamentale per l’incolumità personale, e non solo, seguire alcuni importanti accorgimenti relativi al modo in cui comportarsi quando si è alla guida.

Per quanto si possa essere degli automobilisti esperti e prudenti, andando avanti con l’età la capacità di reazione rallenta inesorabilmente ed è inevitabile che la sicurezza alla guida ne risenta. Quando la reattività diminuisce, a risentirne sono sia la capacità di reagire prontamente alle azioni degli altri veicoli, sia quella di tenere conto delle indicazioni fornite dalla segnaletica stradale. Non è un caso se dopo i 70 anni il numero di incidenti gravi al volante aumenta notevolmente, complici in primis il calo della vista e dell’udito, oltre ad altri problemi di salute.

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Dublino, terza età con stile: ritratti “rubati” in strada

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News dalla Cooperativa Maria Regina

i-191Eamonn Doyle, un noto fotografo, musicista e produttore discografico irlandese, negli ultimi anni si è dedicato a “rubare” scatti fotografici che ritraggono principalmente persone anziane.

Questa singolare attività si è di recente trasformata in un progetto fotografico, diventato poi un libro, che ha avuto molto successo in Irlanda e non solo.

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case di riposo per anziani:i diritti dell’anziano

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Per definizione, le Case di riposo nascono, su iniziativa privata, con lo scopo di assicurare luoghi di tipo familiare che diano assistenza e ospitalità ad anziani autosufficienti che, per età o mancanza di aiuti, non sono capaci di vivere  autonomamente. Queste strutture sono generalmente ubicate in zone già urbanizzate al fine di evitare ogni forma di isolamento sociale e accolgono un numero limitato di ospiti (massimo sei). La filosofia portante delle Case di riposo basa sulla centralità e sul sostegno dell’anziano, che viene accolto e inserito in modo da mantenere integri i legami con la sua famiglia d’origine. Una soluzione attraverso la quale riuscire a conciliare i bisogni di autonomia e privacy con quelli di solidarietà agli anziani. Invecchiare spesso significa sperimentare uno stato di profonda solitudine e marginalità, e vivere in un ambiente “familiare” può aiutare l’anziano a non sentirsi abbandonato o a modificare l’atteggiamento di chiusura verso il mondo esterno. L’opera delle Case di riposo è finalizzata ad offrire una risposta globale ai bisogni degli anziani attraverso la cura, la promozione, lo sviluppo delle potenzialità e l’assistenza di ciascun ospite al fine di assicurare il benessere della persona, ma soprattutto dare effettiva e concreta attuazione ai diritti fondamentali: diritto alla salute (art.32 cost.) e diritto all’assistenza sociale (art.38 cost.). Creare un clima familiare significa riuscire a preservare anche le capacità fisiche e relazionali residue dell’anziano, in ambienti che garantiscano dignità, rispetto della persona e umanità la cui piena realizzazione dipende dalla capacità di ciascuna Casa di riposo di erogare servizi sulla base dei seguenti principi:

 uguaglianza ( i servizi devono essere erogati secondo regole uguali per tutti);

 imparzialità (gli operatori tenuti ad avere atteggiamenti di obiettività e a trattamenti uniformi nei confronti degli ospiti);

 diritto di scelta dell’anziano;

 territorialità (devono essere favoriti legami e collegamenti con il territorio in cui la casa famiglia è situata);

 efficienza ed efficacia (servizi e prestazioni devono essere forniti mediante l’adozione di misure idonee per soddisfare i bisogni dell’ospite e promuoverne il benessere). Inoltre, ciascun anziano ha il diritto di sviluppare e di conservare la propria individualità e libertà evitando ogni forma di ghettizzazione che gli impedisca di interagire con l’ambiente esterno e di essere salvaguardato da ogni forma di violenza fisica e/o morale. Rispetto a quest’ultimo punto diviene particolarmente importante il ruolo degli Enti pubblici ai quali spetta svolgere attività di coordinamento, regolazione e controllo di questi soggetti privati. Obiettivo ultimo è evitare il rischio di creare disparità di trattamento o incrementare disuguaglianze sociali all’interno di un settore della società connotato dalla valenza solidaristica

legge quadro 328/2000 da sviluppare nella provincia di chieti e pescara

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La Legge Quadro 328/2000  ribadisce questa necessità di creare un sistema integrato di interventi e servizi sociali, che garantisca un aiuto concreto alle persone e alle famiglie in difficoltà. Il sistema integrato è da intendersi sia come coordinamento degli interventi assistenziali con quelli sanitari, sia come coinvolgimento del pubblico e del privato nella rete dei servizi. La legge ha tra i suoi punti di forza proprio il coinvolgimento di soggetti pubblici e privati nell’erogazione dei servizi sociali, essa prevede e promuove attività socio-assistenziali da parte di associazioni di cittadini, quali le Onlus, le cooperative sociali, le organizzazioni di volontariato, i quali possono offrire e gestire dei sevizi alternativi a quelli degli enti pubblici e, nel rispetto del principio di sussidiarietà , definisce in maniera chiara obiettivi, ruoli e competenze: viene affidata allo Stato la definizione di principi e obiettivi generali a carattere universale, mentre alle Regioni viene delegato il compito di recepire e tradurre questi principi in norme e criteri selettivi per il territorio di loro competenza attraverso strumenti riconosciuti e condivisi . L’organizzazione dei servizi, all’interno del territorio nazionale, varia da regione a regione mostrando talvolta profonde differenze che si manifestano non solo in termini di scelte politiche adottate, ma anche nelle modalità di erogazioni dei servizi. Talvolta a questo si aggiunge una distribuzione dei servizi a macchia di leopardo, su tutto il territorio nazionale, a fronte della quale ci si domanda se i servizi erogati grazie alle risorse del sistema del welfare istituzionale sono o saranno mai sufficienti a soddisfare l’universo dei bisogni emergenti. Una prima soluzione per le famiglie che hanno difficoltà a sviluppare una relazione di aiuto capace di fare fronte a tutte le difficoltà, è ricorrere alle risorse formali (servizi) del sistema di welfare che, in relazione alle trasformazioni del modello di famiglia, ha sviluppato una fitta (ma disomogenea) rete di servizi residenziali per gli anziani, ma le strutture di ricovero non sempre sono una risposta adeguata perché molte persone rifiutano l’istituzionalizzazione e preferiscono, anche in condizioni di precarietà fisica, continuare a vivere nella propria casa e nel proprio ambiente di vita. Alla luce dei cambiamenti nella struttura delle reti familiari analizzati finora, sono emersi negli ultimi anni alcuni segnali di criticità relativamente alla capacità delle reti familiari di dare risposte all’aumento del lavoro di cura prodotto dal processo di invecchiamento in atto, appare evidente che in molte zone del Paese, ancora oggi, ad un incremento dei bisogni di cura delle persone anziane non ha fatto riscontro un incremento delle risposte della rete pubblica dei servizi di analoga intensità, tantomeno un incremento della disponibilità di cura delle famiglie. Molte famiglie italiane sono state costrette ad auto-organizzarsi per fronteggiare la condizione di bisogni dei propri familiari, supplendo alla carenza di risposte provenienti dal sistema di welfare istituzionale. Un numero sempre crescente di famiglie si organizza come può, ricorrendo ad aiuti extra rete, per lo più remunerati che consentano di ridurre parte del lavoro.a questo punto sorge spontaneo pensare a soluzioni come case di riposo denominate “comunità alloggio per anziani”