Un ridotto funzionamento dell’olfatto incide negativamente sulla longevità

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Avatar di coopmariareginaNews dalla Cooperativa Maria Regina

olfatto-perdita-morte-odoreUna recente ricerca, pubblicata sulla rivista Annals of Neurology, afferma che le persone anziane con una ridotta abilità nell’identificare gli odori rischiano di vivere meno a lungo.

Gli autori dello studio hanno infatti scoperto che gli anziani, le cui funzionalità olfattive risultano compromesse, presentano un rischio più elevato di morire nel corso dei quattro anni successivi, rispetto ai coetanei.

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Risorse della famiglia e importanza della rete integrata di servizi

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L’analisi dei bisogni sociali emergenti non può prescindere dal porre l’attenzione sulle trasformazioni della struttura familiare in un sistema di welfare storicamente caratterizzato da una forte centralità assegnata alle reti di solidarietà familiare (il cosiddetto familismo italiano). La famiglia, quale rete di protezione primaria dei singoli cittadini, da sempre considerata il principale ammortizzatore sociale, svolgeva un ruolo centrale nella cura e assistenza di un familiare parzialmente o totalmente non autosufficiente. Oggi, la sua funzione è mutata, a causa di numerosi e profondi cambiamenti che hanno trasformato la sua composizione e il suo ruolo, ponendo forti perplessità circa la possibilità che all’interno di essa possa essere soddisfatta la crescente domanda di servizi di cura. Il prolungamento della vita rende più frequente la presenza di una famiglia composta da diverse generazioni ma questo non significa un aumento degli anziani che vivono con i figli, anzi si conferma una realtà dove il minor numero di figli e l’aumentata propensione alla mobilità territoriale riducono la capacità di cura della rete sociale dell’anziano.

La Stampa – Silver Tsunami e Alzheimer. Affrontare l’invecchiamento della popolazione

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Le benzodiazepine e il rischio della malattia di Alzheimer

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Avatar di ilfatterelloIl Fatterello

La malattia di Alzheimer è una demenza degenerativa primaria caratterizzata da un andamento lentamente progressivo.
Prima di parlare di diagnosi sicura si parla di malattia di Alzheimer “probabile”, in quanto la certezza si ha solo dopo il decesso del paziente, in seguito ad una attenta osservazione delle particolari lesioni nella corteccia cerebrale.
Le cause di questa malattia sono tutt’ora ignote, almeno parzialmente; si è a conoscenza, infatti, di alcune componenti genetiche che possono influenzare maggiormente un soggetto, aumentando il rischio di contrarre tale malattia.
Il mese scorso, però, è stato tagliato un nuovo traguardo: la dottoressa Billioti de Gage e la sua equipe sono riusciti a stabilire una connessione tra l’uso prolungato di benzodiazepine e la possibilità di contrarre la demenza.
Lo studio ha evidenziato come un uso continuo di benzodiazepine è associato ad un aumentato rischio di malattia di Alzheimer. Tale osservazione comporta la possibilità di vagliare l’ipotesi secondo…

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Riparare i danni cerebrali con le cellule staminali neurali

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Avatar di ExchangerExchanger

Una nuova ricerca (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25242146) dimostra che le terapie con cellule staminali possono anche agire utilizzando meccanismi alternativi a quelli comprendenti la differenziazione e l’integrazione cellulare. Un team di ricercatori coordinato dall’Università di Cambridge ha messo in evidenza la capacità di un nuovo meccanismo di comunicazione 11_2_6_1intercellulare, dimostrando che le NPCs comunicano con le cellule target trasferendo molecole e sostanze bioattive attraverso piccole strutture membranose chiamate vescicole extracellulari (EVs). Per la prima volta è stata dimostrata la presenza di un meccanismo di signaling mediato da vescicole di membrana su cellule staminali. Le NPCs rilasciano vescicole extracellulari quando esposte a segnali di infiammazione; ed in particolare ad una citochina chiamata interferone gamma (IFN-γ), che viene rilasciato dalle cellule immunitarie. I risultati di questo studio evidenziano che in NPCs si innesca una via di attivazione altamente specifica per IFN-γ, che poi si lega anche ad un recettore ad alta affinità sulla superficie delle vescicole…

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L’infezione e la messa

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Avatar di DariusSol Invictus

Si accumula l’evidenza che i microrganismi sono spesso la causa di malattie mentali. Virus come HIV e Herpes Simplex sono stati collegati a problemi neuropsichiatrici e i media hanno riportato recentemente la notizia dell’utilizzo di antibiotici per curare la PANDAS una malattia autoimmune associata a infezione da streptococco (1 & 2). Un ricercatore ha proposto una teoria secondo la quale la causa del disturbo depressivo maggiore (MDD) è una malattia infettiva (3). Osserva che i sintomi e i marker infiammatori trovati nei pazienti MDD sono quelli di un’infezione. Sottolinea come cause l’infiammazione da disbiosi (alterazione della flora batterica), la sindrome da intestino permeabile e la relazione nota fra batteri gram negativi e depressione riscontrata nei topi e negli umani. Però al momento non c’è una prova definitiva del coinvolgimento di microorganismi patogeni anche se ve ne sono diversi che causano la depressione come per esempio il Borna Disease Virus, zoonotico…

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Alimentazione per il raffreddore e l’influenza

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Avatar di AttilioLa Cucina Dei Briganti

Iniziamo con questo post una serie dedicata alla guarigione naturale. Diceva Ippocrate: “Fa che l’alimento sia la tua medicina e la tua medicina sia il tuo alimento“. Condividiamo appieno il principio. Guarire con l’alimentazione si può, soprattutto quando si tratta dei disturbi comuni, che rappresentano la stragrande maggioranza dei nostri problemi di salute.

Iniziamo la serie con un tema “autunnale”:

Raffreddore ed influenza

Non siamo amici delle medicine. La televisione ci insegna a prendere paracetamolo ed un’abbondanza di altre pillole. Qui invece si suggerisce di provare un altro cammino. Fare una prova non costa nulla: sperimentiamo due giorni; nessuno è mai morto per due giorni di digiuno. Se non funziona possiamo integrare con qualche soluzione della medicina convenzionale.

Impariamo ad ascoltare il nostro corpo. Cercando di mettere da parte per un momento le credenze popolari che dicono di mangiare durante l’influenza perché altrimenti “l’organismo si debilita”, ascoltiamoci e…

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Più vicini ai bisogni delle persone

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Avatar di Rangersmaiarelli in comune

Oggi nella sala del consiglio comunale di Pavia di Udine ho presieduto l’assemblea dei sindaci dell’ambito assistenziale udinese. Un appuntamento importante che ha portato all’approvazione di un nuovo procedimento per l’erogazione dei contributi del “Fondo per l’autonomia possibile” che ogni anno garantisce oltre 4 milioni di euro per i cittadini dell’ambito. Un passaggio che porterà ad abbreviare sensibilmente i tempi di risposta alle persone ed alle famiglie bisognose superando quelle rigidezze amministrative e burocratiche che rendevano difficile e troppo spesso tardivo l’intervento dell’ambito assistenziale.

Un grazie va al dirigente dell’ambito dott. Orlich, a tutta la struttura tecnico/amministrativa e a tutti gli amministratori dei comuni di Campoformido, Martignacco, Pagnacco, Pasian di Prato, Pavia di Udine, Pozzuolo del Friuli, Pradamano e Udine che con il loro contributo hanno garantito un migliore servizio alle loro comunità.

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