Vaccino antinfluenzale: le cose da sapere per la stagione 2015-2016

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OggiScienza

16745923795_fb8f0109a4_zAPPROFONDIMENTO – La stagione influenzale 2015-2016 è alle porte, e negli ultimi giorni sono state pubblicate le raccomandazioni dell’American Academy of Pediatrics’ (AAP) Committee on Infectious Diseases. Tutti i bambini dai sei mesi d’età in su dovrebbero ricevere il vaccino, spiegano gli esperti, e i dosaggi vanno rivisti perché dall’ultima stagione i ceppi virali che contiene sono cambiati: una dose se ne hanno già ricevute due o più con il vaccino influenzale trivalente/quadrivalente (prima del 1 luglio 2015), due dosi se nella precedente immunizzazione ne hanno ricevute meno di due.

E intorno ai bimbi? Le raccomandazioni AAP riguardano anche categorie a rischio come il personale sanitario che lavora nelle strutture o con assistenza domiciliare e che ha diretto contatto con i pazienti, tutti i lavoratori che si trovano a stretto contatto con i bambini (dal personale scolastico alle baby-sitter) e le donne in gravidanza, che stanno considerando una gravidanza…

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La pressione arteriosa negli anziani

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Girolamo Sirchia

Nelle persone anziane la terapia anti-ipertensiva deve essere prudente e la pressione arteriosa massima deve essere compresa tra 130 mm Hg e 150 mm Hg. Non è consigliabile un trattamento che faccia scendere la pressione sotto i 130 mm Hg, tanto più se si tratta di anziani fragili. Tutti i farmaci usati devono essere periodicamente rivisti e possibilmente ridotti.

Benetos A et al. Polypharmacy in the aging patient. Management of hypertension in octogenerians. JAMA 314,170-180, 2015)

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La dieta mediterranea allunga la vita

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News dalla Cooperativa Maria Regina

dieta mediterranea_mcChe la dieta mediterranea sia la migliore da seguire in ogni periodo della propria vita è cosa nota da tempo. Che sia un toccasana per la salute  (tra cui la diminuzione del rischio di malattie croniche, come quelle al cuore e il cancro) anche, la novità è che – secondo una ricerca recente – l’incremento dell’aspettativa di vita alla nascita nel nostro Paese sarebbe proprio merito di questa alimentazione bilanciata . 

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l’evoluzione dell’ospizio……villa cassiopea un impresa da promuovere a livello culturale

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Le significative trasformazioni demografiche e i cambiamenti delle politiche socio assistenziali nel rispondere alla nuova domanda di cura della popolazione anziana, comportano inevitabilmente degli effetti sulla sfera economico sociale e sulle scelte di natura istituzionale. La riflessione sul tema delle Case Famiglia per anziani (villa cassiopea)  è scaturita proprio dall’analisi dei più significativi fattori politici, finanziari ed organizzativi che hanno accompagnato il processo di espansione del tradizionale sistema di cura e lo sviluppo di servizi alternativi. Il forte periodo di crisi delle politiche assistenziali infatti, non ha avuto come esito la riduzione dei servizi esistenti, bensì la promozione di un sistema di offerta privato in grado di rispondere ai bisogni emergenti senza gravare sulle spese delle amministrazioni pubbliche e dando vita a servizi sempre più diversificati e personalizzati. Di fatto, se la popolazione cresce, crescono anche i bisogni e i modelli di welfare devono necessariamente evolversi, non solo attraverso strategie di intervento che potenzino i servizi esistenti, ma anche favorendo nuove forme di assistenza e, le Case Famiglia ne sono un esempio concreto. Per conoscere a fondo la realtà storica e sociale entro la quale si collocano le Case Famiglia, si è posta l’attenzione sui comportamenti che hanno caratterizzato la scelta di molte famiglie di affidare il proprio parente anziano ad una struttura residenziale di questo tipo. Sicuramente la gran parte delle richieste si orienta, ancora oggi, verso soluzioni residenziali classiche (casa protetta, RSA, ecc.) soprattutto se si tratta di anziani non autosufficienti, ma con il nascere delle Case Famiglia, le scelte vengono dirottate su soluzioni nuove, capaci di fornire un sostegno concreto e rivolte ad anziani con un’età elevata, ma che conservano un sufficiente livello di autonomia. In quest’ottica si è visto come, soprattutto in alcune città, si sia posta l’ attenzione sulla necessità di sostenere l’avvio di queste azioni sperimentali e di attivare iniziative volte ad una maggiore conoscenza del funzionamento di una Casa Famiglia nonché alla sensibilizzazione dell’anziano verso le opportunità presenti sul territorio.

lo Scopo di “villa Cassiopea”  e delle sue  Linee Guida è tutelare gli anziani e le famiglie che intendono avvalersi di tali servizi, valorizzare e promuovere la diversificazione dell’offerta assistenziale e fornire ai soggetti interessati un utile strumento per il corretto esercizio dell’attività di controllo. Una disciplina che per alcuni aspetti colma il vuoto legislativo presente a livello nazionale e “rimedia” alla carenza di informazioni in materia.

il principale obbiettivo è quello di promuovere culturalmente questa tipologia di case di riposo quali “case famiglia,comunità alloggio,gruppi appartamento,” per  sostenere i diritti e il benessere psicofisico delle persone anziane che molto spesso rifiutano l’ospizio .

Invecchiare pro-attivamente: intervista a Vittorio Antonelli

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PSICOLOGIA ALIMENTARE

DSCN2900Oggi desidero farvi conoscere Vittorio Antonelli, un simpatico amico conosciuto in palestra nei confronti del quale nutro una profonda stima. Lo considero un po’ un modello da imitare, un esempio emblematico di come l’età cronologica, spesso, non corrisponda allo stato di benessere psicofisico percepito.

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La solitudine danneggia gravemente la salute

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News dalla Cooperativa Maria Regina

anzianiAncora più delle ristrettezze economiche o dell’obesità, nel corso della terza età è la solitudine a danneggiare maggiormente la salute. Durante il congresso annuale dell’American Association for the Advancement of Science è stato lo psicologo John Cacioppo a porre l’attenzione sull’argomento. Presentando i risultati delle ricerche condotte insieme ai suoi colleghi all’Università di Chicago, Cacioppo ha spiegato come il senso di abbandono e isolamento fa aumentare del 14% il rischio di morire prematuramente, un impatto quasi doppio rispetto a quello provocato dalle difficoltà finanziare o da altre problematiche, come ad esempio l’obesità, che fanno aumentare tale rischio del 19%.

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Il linguaggio dell’Invecchiamento

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ABITARESOCIALE

Il linguaggio, quando ci riferiamo alla persona anziana, è una cosa fondamentale.

Vecchio, anziano, senior, longevo, vegliardo, veterano, andato, avvizzito, demente, datato: sono tutti termini che, riferiti ad una persona che ha superato una certa età, ne rilevano gli aspetti di decadenza e di tramonto soprattutto se correlati all’ efficienza fisica e psichica. “Anziano decrepito“ sarebbe il massimo dell’espressione negativa e, pregiudiziale riferito a persone non più giovani d’età. Anche identificare la persona che invecchia come “persona in là con gli anni”, rivela una percezione del tempo e una visione riferita all’individuo troppo correlata  ad un tempo di poco valore e significato: un tramonto inesorabile che non vedrà altre mattine con alba né soli che illuminano e danno calore e vita.

ageismoSiamo nella sfera degli stereotipi e delle stigmatizzazioni, immersi in una tendenza a disprezzare la persona anziana e creare disvalore quando ci si riferisce a questa fascia di popolazione…

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“The Age of Happiness”: la raccolta fotografica che abbatte gli stereotipi sugli anziani

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News dalla Cooperativa Maria Regina

slide_396886_4875644_freeSarà colpa dei media che spesso veicolano messaggi allarmanti riguardanti la terza età, sarà a causa dell’evidente decadimento psicofisico a cui spesso si va incontro con il passare del tempo, ad ogni modo, sono molti gli stereotipi legati all’invecchiamento. Questo viene infatti visto nella maggior parte dei casi come una fase negativa della nostra vita, in cui debolezze, sofferenze e assoluta mancanza di autonomia e libertà la fanno da padrone.

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